L'agricoltura nelle scuole Laurino 24 Ottobre
Zadalampe- terra che non c'è
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Albero genealogico Molinari

 



Giovani Pesce
Proposte pratiche pel risveglio
di un Comizio Agrario


Tutti oggi conoscono l'importanza dell'agricoltura da cui possiamo attingere il nostro migliore benessere, da molti si reclama un indirizzo razionale per avere il buono agricoltore, che sappia cavare dal terreno quei fecondi prodotti che ora non abbiamo, specialmente nel nostro circondario di Vallo della Lucania.
Lodevole e bella fu la istituzione dei comizi agrari: ma pochi sono i frutti che alcuni di essi danno; e di chi la colpa? In gran parte la si deve da noi, alla mancanza di spirito d'associazione nei proprietari, i quali non ancora sono convinti che vis unita fortior. Si dia vita a questa associazione, innanzitutto, se davvero vogliamo migliorare la nostra negletta agricoltura. Però sarebbe vana tale associazione senza di chi scientificamente illumini l'intelligente proprietario e praticamente persuada il rozzo campagnuolo.
Tale compito è proprio dell'agronomo, poiché niun altro può esercitare la sua missione unendo in simili cose la scienza con la pratica. Le conferenze agricole adunque per essere proficue debbono essere fatte da un agronomo che risiedendo nella sede del Comizio, dovrebbe recarsi in ogni capoluogo di mandamento, in cui dovrebbe tenere a sua disposizione un terreno sperimentale.

Generalmente le parole lasciano sempre quel tempo che trovano, la sola logica dei fatti lascia durature impronte e fa chinare a tutti il capo. Scettici sono i proprietari, increduli i contadini in fatto d'agricoltura; si operi in modo da praticamente persuadere gli uni e gli altri ed avrà fatta proficua cosa un comizio agrario. Chi sosterranno le spese per l'agronomo e per i terreni?
Quelle del primo dovrebbero essere a carico del Ministero d'Agricoltura Industria e Commercio, quelle dei secondi a carico dei proprietari di ciascun mandamento.
L'utile ritratto dai terreni potrebbe essere ripartito ai proprietari, che ne hanno pagato il fitto; prelevandone le spese occorrenti per la coltivazione del p.v. anno.

Affinché si potessero fare degli esperimenti in questi terreni è d'uopo tenerli in fitto per un sufficiente periodo di tempo, a secondo della coltivazione a cui si adibiscono non inferiore però ai 5 anni. Il Comizio in ogni capoluogo di Mandamento nominerebbe una Commissione di vigilanza che dovrebbe fare eseguire quanto l'agronomo prescrive, tenere la contabilità e riferire alla sede del Comizio a fine d'anno l'operato nel terreno sperimentale e l'intero movimento agricolo di ciascun Comune del Mandamento.

Difettiamo di macchine agricole, anzi non ne abbiamo neanche l'idea in questi luoghi; ebbene bisognerebbe farne acquisto anno per anno; secondo del bilancio dell'associazione e dei sussidi del governo, dei municipi e dei privati, i quali dovrebbero fare a gara nel concorrere col loro obolo in sì santa opera. Si dirà: nessuno sborserà un soldo.
Ed è appunto questa inerzia, questo indifferentismo che bisogna vincere, e non lo vinceremo mai se non si comincia la prova, non con più o meno pompose parole ma con l'eloquenza dei fatti.
I primi in fatti di abitudine di educazione nei paesi rurali sono i maestri elementari, ed a questi debbono essere fatte delle speciali conferenze agricole dall'agronomo per poterli essi alla loro volta inculcare ai loro alunni, fin dalla prima classe elementare, ed abituare così l'attuale generazione a tenere in alto pregio la più antica, la più nobile delle arti, l'agricoltura.

E' necessario che un paese sappia ciò che fa un altro, c'è bisogno di emulazione, d'invogliamento, senza di cui si vive una vita priva di idee e di progresso: una nuova vita la danno le esposizioni agrarie che non dovrebbero aver presso di noi la pompa, il lusso delle grandi città, ma la fera esposizione dei fatti nei singoli mandamenti del circondario e della provincia. Se ogni 3 anni ci fosse un'esposizione circondariale ed ogni 5 una provinciale, non poco sarebbe l'utilità per questi luoghi che ignorano nuovi prodotti e nuovi attrezzi agricoli. Perché in queste contrade si dasse una vita nuova e proficua all'agricoltura si dovrebbero dunque effettuare le seguenti conclusioni

Costituire una associazione agricola tra i proprietari del circondario

L'autorità circondariale invitare i Sindaci di fare deliberare dai loro comuni pel comizio agrario un sussidio annuale non inferiore a L.10, ed i proprietari a far parte dell'associazione, pagando ciascuno non meno di L.3 annualmente e sempre anticipate.

Avere un agronomo nel luogo in cui risiede il Comizio agrario, facendo pratiche col Ministero dell'Agricoltura per ottenerne stipendio.

Tenere in ogni capoluogo di mandamento un terreno sperimentale e possibilmente qualche casetta rurale.

Fare l'agronomo delle conferenze con i maestri elementari i quali debbono dare le primarie istruzioni agrarie ai figli del popolo.

Acquistare ogni anno delle nuove macchine agrarie.

Promuovere esposizioni agrarie circondariali e provinciali.

Prof. Giovanni Pesce

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Circolo dell’Unione di Casalicchio
Casalicchio, 29 maggio 1889 Al Molto R.do e Stimatissimo Sig. Prof. Giovanni Pesce

Molto R.do e Stimatissimo Signore Mi pregio significare alla S.V. che questo Circolo dell’Unione nella tornata del 28 volgente, facendo plauso alle di Lei proposte, per la costituzione di un COMIZIO AGRARIO circondariale delineatasi nel n° 10 del periodico “L’Agricoltura Meridionale” le prendeva in seria considerazione, e deliberando concorrere alla loro attuazione, nominava all’oggetto un Comitato Provvisorio, cui dava incarico iniziare le necessarie pratiche.

Fra queste prima quella di fare appello al Governo pel suo necessario valevole appoggio, nella fiducia d’ottenerlo, stante la necessità, che dallo stesso viene riconosciuta e promossa, di migliorare e sollevare la troppo negletta agricoltura, della quale, come Ella saviamente osserva, a noi non giunge nessun progressivo e razionale miglioramento. Ed in tanto languire, in tanta inerzia, l’opera che la S.V. ha impresa coll’istituzione d’una scuola agraria è maggiormente meritoria, dando così un nobile ed utile incitamento ai maestri comunali, da’ quali è da sperare venisse imitato, mentre il Governo, dal canto suo, dovrebbe loro inculcarlo, anzi imporglielo.

Né men lode è dovuta alla S. V. per l’energia e solerzia, con la quale, di frequente, a mezzo della Stampa, si fa a perorare la buona causa agricola, ed i componenti tutti di questo Sodalizio davano anche a me il gradito incarico di esprimerle i loro sensi di ammirazione, ed io, in adempimento a tanto, colgo col massimo piacere tale occasione, per unirvi coi miei, quella della più alta stima, con che distintamente La ossequio.

Il Presidente Tommaso Scevola

 

 

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