

Ottobre 2008 |
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Architettura
Cose che non ci sono più
Abbiamo parlato della fontana spodestata nel 1924 dal monumento ai caduti, ma l'architettura del paese si è modificata in modo radicale e a volte doloroso anche in altro, ovviamente.
C'erano cose che non ci sono più. La fotografia sembra nata per ricordarci questa cosa così semplice. Semplice, crudele e radicale. ::guarda la galleria::
Chiesa di San Matteo
Due scatti di Arioppa al campanile già in cattive condizioni all'epoca, ora del tutto scomparso.
Una strada di campagna
Bellissima questa strada che pare realizzata tecnicamente ad arte. Potrebbe essere la via che portava dal Padre su al paese, ma chissà.
Piacerebbe rivedere una cosa simile alla via Posterula (decisamente abbandonata e, magari, invece di accanirsi su altri rifacimenti).
Il Casino di Ovidio
La dicitura che riportiamo compare sulla foto di Arioppa. Immagino che si riferisca alla casa con il bel loggiato che si vede a sinistra. Ma chi era Ovidio?
"Effettivamente Arioppa si riferiva a quella casa. Ovidio Marino era il padre di Antonetta che era mia madre. Io in quella casa ci sono nato e vissuto fino all'eta di sei anni circa e ricordo vagamente di come era fatta. Ricordo benissimo il loggiato."
Gianfranco Marotta
Lavatoio
Due foto del lavatoio che era sotto la piazza, poi sostituito da bagni pubblici. Anche qui deliziosi archetti che erano evidentemente una consuetudine, poi andata perduta, per l'architettura del paese.
Via Collegiata
Una foto della via Collegiata sterrata e con gallina sullo sfondo a ricordarci della promiscuità uomo-animale così diffusa fino agli anni '60. Si notano i decori sugli intonaci intorno alle finestre.
Il vespasiano
Eccolo qui, il vespasiano a garitta. Legato alle storie imperiali e alle tasse, poi rivalutati da Luigi Filippo d' Orléans a Parigi, ripresero piede dopo la prima guerra mondiale. Anche a Laurino la civiltà aveva il suo totem.
::guarda la galleria::
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