Il problematico Achille
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Donna Rosalba Molinari
Testamento
-Ai 29 Dicembre 1865 innanzi a noi Antonio Petraglia notaio. Si è costituita la Sign.a D.a Rosalba Molinari del fu D. Luigi, la quale essendo sana di mente e di corpo ci à dichiarato in presenza dei sottoscritti testimoni di voler fare il suo testamento, che innanzi ai medesimi testimoni ci à dettato, e noi abbiamo scritto del tenor seguente. Dichiaro che avendo due volte contratto matrimonio, la prima col fu Gaetano Garrasi di Palermo; e la seconda col fu Domenicantonio Ippoliti, mi trovo ad aver procreati col primo marito quattro figli, cioè Achille, Maria Grazia, Maria Michele Filomena e Luigi; e col secondo un solo maschio di nome Ulisse. Dichiaro che delle suddette femmine, la prima Maria Grazia, ora chiamata Suor Maria Cristina, ha professato li voti religiosi nel Monastero di Santo Spirito del succennato Comune di Laurino, e l'altra a nome Maria Michele Filomena si congiunse in matrimonio con D. Angiolantonio Ippoliti; ed essendo trapassata, ha rimasto superstite una figliuola di nome Angiolina.
Dichiaro che fu da me promessa la dote di ducati duecento all'ansidetta mia figlia religiosa, con speciale ipotega ed assegno del fondo rustico detto Chiusa dei Pagani. E dichiaro inoltre che all'altra mia figlia maritata le fu da me costituita la dote in ducati trecento; di cui una porzione è stata pagata dal fu mio marito D. Domenicantonio Ippoliti.
Dichiaro ancora di aver introitati ducati quattrocento dala dote della mia nuora D. Camilla Bruno, maritata al mio figlio Ulisse, e che alla stessa appartiene un corredo del valore di ducati duecento consistente: Quattro cuscina e due materassi pieni di lana, ed un altro per paglione. Una coverta di seta. Un'altra coverta anche imbottita, vestita di robba (?) di cotone color rosso.Due coverte di libertino. Dieci paia di lenzuola di musollino, quattro paia di lino, ed un paio di telone: tutte per letto a due piazze. Trenta paia di cuscina corrispondenti.Una guarnizione da letto ricamata e foderata rosso Tredici salviette col rispettivo mensale di lino. Altrettanti di bombace.Ventiquattro tovaglie. Ventiquattro camice di musollino ed otto di tela bombace. Venti paia di calzette. Otto paia di scarpe e due di stivaletti. Quindaci scolle di musollino e quattro di seta. Ventiquattro facciolettini per mano. Due faccioletti di seta.Dodici Camuricini (?). Un filo di coralli con susta di oro. Tre paia di fioccagli.Tre spille di oro. Una ciappa, un ditale, una forbicetta, ed un'acaiuolo (?) di argento. Venti anella di oro ed un diamantino. Dodici antesini (?).Un facciolettone ed un'altro a doppio sciallo. Un velo nero. Otto veste. Cinque sottanini, un corsè. Tre cappelli con la rispettiva scatola. Cinque baulli dei quali un solo e senza la cifra C.B. Un cassettino di noce Una cuna di ferro color di ottone col rispettivo materazzino e cuscino pieni di lana. Una veste ricamata per Battesimo col rispettivo cuscinetto. Una tovaglia ricamata. Quattro facce di cuscina per la stessa cuna. Ed un panno di castoro.
Dichiaro infine che tutti li mobili nuovi che si trovano nella mia casa di abitazione cioè: Due cosi detti banchi di castagno nella cucina. Due caldaie grandi, due mezzane e due caccavotti di rame rossa. Due casseruole, due tielle grandi, due mezzane, e sei piccole e due sartaggini della stessa rame. Tre candelieri di ottone, sei bottiglie di cristallo. Diciotto becchieri da vino, sei da acqua e dodici da Rosolio. Sedici tazze. Tre guandiere una di esse grande. Due divani nella galleria, ed un'altro più piccolo coperta d'inceratina verde. Un tondo nella stessa galleria. Tre sedie imbottite, due di noce a scolitura , dodici di paglia di Sicilia a cancelluzze, dodici tinte a color di palassandro, , sei tinte ad oglio di lino color verde ed otto latre sedie ordinarie fatte da me nel Vallo di Diano. Due colonnette di noce. Tre tavolini di ceraso inuno dei quali vi è anche il cembalo. Un altro tavolino di ceraso più piccolo. Due tavolini di noce a politura. Una così detta scrivania anche di noce con cinque tiratoia. Un comò con tre tiratoia grandi. Due tolette una piccola di olivo, ed un'altra grande con marmo sopra. Un tieni panni di ceraso. Dieci quadri con cornice di ulivo. Un letto di ferro imbronito a color di ottone. Un altro colle sole spalliere su un piedistallo tinto ad oglio col rispettivo materazzo e coverta imbottita. Una cassetta di legno ceraso. Un'altro lettino ad una piazza. Dieci botti ed un tinaccio nel cellaio e tre tini nel Casino, come pure uno strettoio alla Genovese. Trenta pezzi di legno noce e dieci di ceraso castagno ed altro. Quattro tini (?) per oglio, cioè due grandi nuovi e due mezzani usati. Un cassone di faggio della capienza circa fa.(?) 60 di grano e quattro altri cassoni più piccoli. Diciotto posate e dodici coltelli. Cento volumi di libbri quasi tutti ben ligati. Due tieni bacili, cioè uno di ferro e l'altro di noce, una scazietta con lastraavnti e due selle con due briglie. Come pure 60 animali pecorini che ora si tengono da Antonio Nicoletti e 70 (0 10?) che si tengono da Michelangelo Maffia perchè tutti acquistati dal mio secondo marito D.Domenicantonio Ippoliti, al di lui e mio figlio Ulisse.
Quindi del mio patrimonio libero ossia di tutti li miei beni di qualsivoglia natura, mobili ed immobili, voglio che siano eredi li soprannominati miei figli, Achille, Maria Michele Filomena, Luigi ed Ulisse nella sola quota di legittima: bene inteso che la mia nipote Angiolina Ippoliti rappresentante la fu sua madre Maria Michele Filomena dovrà mettere in collazione la dote di ducati trecento pagata a suo padre.
Tutta la quota disponibile poi, la do e lego a titolo di anteparte al solo mio figlio Ulisse, accordandoli la facoltà della scelta. Voglio però che l'usufrutto della quota disponibile a vita loro durante sia goduto da tutti tre li miei figli maschi Achille, Luigi ed Ulisse, portandone quest'ultimo cioè Ulisse l'amministrazione; e laddove l'altro mio figlio Achille voglia fare separata economia, voglio che la sua parte di usufrutto sia amministrata dall'altro mio figlio Luigi; e laddove dasse forti dispiaceri ai fratelli, come per esempio pretendere di casarsi; unirsi con qualche donna; o trascinato da cattivi consiglieri di cui abbonda questo paese, commettesse altra cattiva azione, allora voglio che sia in facoltà dello stesso fratello Luigi dargli quanto crede, ed anche privarlo al'intutto della mia parte di usufrutto che gli amministra: e ciò al solo scopo di mantenere il detto Achille al suo posto, ed in unione con gli altri fratelli e non fargli dare passi falsi. Come pure nella ipotesi che a mio figlio Luigi, premorisse il mio figlio Ulisse senza lasciar figli di maggiore età,l'amministrazione dell'intera quota disponibile,voglio che sia portata dal solo mio figlio Luigi.
Raccomando finalmente ai tre sopradetti miei figli Achille, Luigi ed Ulisse, la pace, l'unione, la concordia e l'amore veramente fraterno di cui sinora anno date continue pruove, perchè così potranno ottenere la prosperità il decoro ed illustro della famiglia. Siffatta raccomandazione va poi diretta principalmente al mio dilettissimo figlio Sacerdote Luigi, il quale per lo stato che occupa, e pel senno di cui è fornito, dovrà servire di guida e di appoggio ai suoi fratelli.
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