Zadalampe- terra che non c'è
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Carte
L'Archivio Pesce

Raccolti per anni nella casa della famiglia Pesce a Laurino che fu di del Prefetto Angelo, di Gherardo, di Don Ciccio e di tanta e ricca umanità, foto e documenti sono stati salvati dal frenetico sventolare dei calendari, ma soprattutto dalla baldanzosa superficialità degli anni '70, così devastante per i nostri paesi.
Nell'euforica modernità abbiamo scambiato l'antico per vecchio, gli orti per parcheggi, la storia per una carabattola.
Più che perdere qualcosa, si è molto sprecato.

Ad ogni modo, quando si guardano le carte dell' archivio della famiglia Pesce è come aprire una finestra che dà su un panorama molto grande.
Con l'archivio Pesce Zadalampe si permette il lusso di uscire da un giardino ben circoscritto e cammina nel pieno centro delle capitali.  Scopre nuovi mondi, si affaccia sulla Storia grande, frequenta qualche salotto, fa addirittura un giro in dirigibile... e sa di farlo assieme a persone di Laurino che hanno traguardato il mondo con merito, cultura e successo.

La cortesia e la disponibilità di Raffaele Pesce hanno messo a disposizione di Zadalampe un archivio familiare che in qualche modo mette un po' soggezione, mitigata dai personaggi che sfiorarono l'oriente lontano, cenarono con re e imperatori, ma che tornavano a prendere una tazzina di caffè sul terrazzo di una amata e indimenticabile casa laurinese.

Parliamo di Angelo Pesce, Prefetto di Roma.


Il problematico Achille (2)
Alle urne, nel 1887

Vi sarete certo chiesti come fosse fatta una scheda elettorale nel 1887. A saziare tanta dotta curiosità, eccone una. ::segue::


Qualche problema a Sacco (3)
Un cadavere e le tasse

Un cadavere in chiesa.
La richiesta di pagare meno tasse possibile e... cosa succede a dormire a Sacco. ::segue::


Qualche problema a Sacco (2)
Diligenti ed accurate informazioni

I guai non vengono mai soli, così mi capita di trovare nello stesso momento due testi diversi che riguardano Sacco.
Anche in questo caso si tratta di un "accertamento".
Per non lasciare nessuno fuori, questa volta tocca a Santa Romana Chiesa.  ::segue::

Qualche problema a Sacco (1)
Dissapori e dispiacenze

Nel Dicembre 1888 il Sottoprefetto di Vallo della Lucania invia una lettera "RISERVATISSIMA"  al Pretore di Laurino.
Come sempre saltano fuori modi di dire e combinazioni verbali sempre sorprendenti, degne di dare un nome a un libro (vedi titolo...) .
Meno sorprendenti e nuovi i contenuti, in verità.  ::segue::


Laurino fascista
Manganello e paglietta


L'aria del ventennio: a Roma come a Laurino si seguivano i riti delle adunate, delle sfilate, delle celebrazioni intorno ai monumenti.

I bambini erano oggetto di una massiccia attenzione politica. Così, mentre gli adulti si prendevano la soddisfazione di mettersi un cappello in testa, i più piccoli si permettevano il lusso insperato di fare le vacanze al mare. La paglietta era d'obbligo. Poi ci sarebbe stato l'elmetto.
C'erano, ai tempi dell'impero, colonie e Colonie, ma la massa conosceva solo la colonìa agraria.
Comunque, le maestrine potevano almeno avere il brivido di sfiorare il braccio di un milite destinato a chissà quali eroiche imprese... Le fanciulle, probabilmente, speravano di essere guardate durante una pubblica prova ginnica.
Ingenui ed entusiasti, anche a Laurino, si andava verso la guerra.

Le foto raccontano questo, e certo fa impressione vedere i bambini nerovestiti con il manganello alla mano.

::guarda la galleria fotografica::


Contadini
Il Re mietitore

Una posa eroica, come è giusto che sia, per un re mietitore che posa la mano sulla testa del figlio mentre la mano del figlio è sulla sua gamba.
Le belle fotografie diventano per caso splendide metafore.
Qui la domanda è: Chi si appoggia a chi?
Ma in questa specie di investitura agreste, a inginocchiarsi è il re.
Il contorno sfuma verso la potenza severa dei buoi sul retro.

A confrontare questa immagine con quelle di Laurino fascista, si respira un'aria diversa. Qui le persone sono quello che sono, hanno la faccia dimessa ma sincera dei panni di tutti i giorni.

                 "Poeti, poeti, ci siamo messi
                  Tutte le maschere;
                  Ma uno non è che la propria persona."

                                                            G. Ungaretti

::guarda la fotografia::


 


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